Come funziona lo storico percorsi

Pubblicato 3 months ago da Massimo Varesio

In questo tutorial vedremo come utilizzare correttamente la funzione storico percorsi per controllare tutti i movimenti effettuati dai propri veicoli e fare analisi dettagliate per ottimizzare i tragitti.

  1. Per visualizzare lo storico bisogna accedere al menù di Trackingram e cliccare sulla funzione storico percorsi, come indicato in figura.

  2. La prima cosa da fare è selezionare il veicolo di cui si vuole tracciare lo storico del percorso. Per farlo si deve cliccare sul pulsante seleziona tracker GPS come mostrato.

  3. Ora , dopo aver selezionato il tracker a bordo del veicolo scelto, occorre selezionare l'intervallo di tempo entro il quale si desidera visualizzare il percorso di tale veicolo. Poi, per avviare la funzione bisogna premere sul pulsante visualizza percorso.

  4. A questo punto appare sulla mappa il percorso effettuato, come da richiesta. Quella che vedete nell'immagine sottostante è la schermata generale dello storico percorsi, la quale è modificabile grazie a una serie di filtri molti utili, situati nella colonna sinistra, che analizzeremo nel dettaglio poco più avanti. In questa colonna è anche visibile l'elenco dettagliato di tutte le posizioni registrate, comprensivo dei dati temporali e della velocità sostenuta.
    La parte principale rimane comunque il percorso sulla mappa, che viene espresso con una serie di marker di colori differenti:

    • azzurri = indicano inizio e fine del percorso
    • verdi = indicano che il veicolo è in viaggio
    • gialli = indicano che il veicolo è fermo a motore accesso
    • rossi = indicano che il veicolo è fermo a motore spento

    In ogni momento è possibile fare lo zoom sulla mappa per visualizzare tutti i dettagli del percorso.

  5. Andiamo ora a vedere i filtri applicabili su questa funzione, utili per modificare a piacere questo strumento di analisi. Nell'immagine sottostante abbiamo affiancato ciascuno di questi filtri con una lettera a cui fare riferimento per la spiegazione.

    1. Punto A: si riferisce alla densità dei marker sulla mappa. Ciò significa che spostando il cursone da 1 a 100 è possibile cambiare la quantità dei marker visibili sulla mappa. In questo senso saranno visibili più o meno posizioni registrate dal tracker GPS.

    2. Punto B: questo filtro è molto importante, e permette di visualizzare solamente gli stati del veicolo che si vogliono analizzare. Ad esempio, cliccando sulla x di due stati indesiderati, possiamo mantenere visibili sulla mappa le sole fermate a motore accesso (marker giallo), semplicemente lasciando quell'unica voce. La figura sottostante mostra l'esempio.

      Per aggiungere nuovamente gli altri stati è sufficiente cliccare sull'apposito pulsante. Notiamo inoltre che, avendo utilizzato il filtro, oltre che la "scrematura" sulla mappa, il filtro agisce anche sull'elenco delle posizioni nella colonna sinistra.

    3. Punto C: selezionando questa casella si rendono visibili i numeri sui marker, come mostrato in figura.

    4. Punto D: selezionando questa casella si rendono visibili sulla mappa i POI. Si può usare questa opzione per verificare se vi siano o meno dei punti d'interesse impostati lungo il percorso.

    5. Punto E: la selezione di questa opzione permette di scendere ancora più nel dettaglio nell'analisi delle posizioni registrate. Visualizzare le posizioni non in mappa significa infatti che possiamo vedere ogni singola registrazione della posizione avvenuta, anche quelle troppo brevi per essere visibili sulla mappa. Queste posizioni sono visibili nella colonna sinistra, come evidenziato in figura.

    6. Punto F: spostando a piacere i cursori lungo questa linea è possibile impostare un intervallo entro il quale si desidera vedere lo storico delle posizioni. (ovviamente si tratta di un sotto-intervallo rispetto a quello scelto originariamente)


Ulteriori particolarità della funzione storico percorsi sono consultabili al tutorial tips and tricks.


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